EUGENIO TACCINI          


Toscano di razza e di formazione, realista e sulfureo, lucido e appassionato, Eugenio Taccini coniuga abilmente, fino dalla precoce maturità, sapienza artigiana ed estro fantastico.
Difficile dire, come lui stesso ammette, cosa sarebbe stata la sua vita senza quel primo decisivo incontro con i frammenti ceramici trovati scavando nella casa del nonno a Montelupo Fiorentino, il paese, famoso in tutto il mondo per la sua antichissima tradizione ceramica, dove Taccini è nato e dove vive da sempre.
Il caso e poi la dedizione totale a un mestiere affascinante quanto complesso, hanno segnato il destino di questo Maestro che anche oggi, mentre i suoi lavori artistici sono internazionalmente conosciuti e apprezzati, non esita ad anteporre a qualsiasi discorso sull’arte della ceramica l’esperienza vitale e concretissima del fare.
Fare con le mani e con il cuore, fissare nel fuoco vibrazioni di luce, riflessi di un pensiero mobile pronto a catturare, attraverso la materica realtà dell’opera, il suo seducente mistero.
Erbari e bestiari, scene di paesaggio con alberi e fiori, episodi di storia sacra, sono il retaggio secolare di una cultura figurativa ricca di suggestioni che Taccini rilegge in piena autonomia e con tecniche innovative.
Dagli oggetti ornamentali ai grandi pannelli realizzati da Taccini per le istituzioni (8° reparto  mobile Polizia di Stato a Poggio Imperiale , facciata del Comune di Montelupo Fiorentino ,Monumento Internazionale alla Pace e ai caduti di tutte le guerre,Piazza Centi (il Battesimo di Gesù) esterno sede Fondazione Collodi ,Ponte di Nove a Vicenza , stemmi della Banca di Cambiano ,Restauro Casa Gazzari)cittadine e per altre sedi prestigiose, alla serie dei suoi celebri Arlecchini, Taccini ha saputo trasformare la topica di un passato illustre in favole moderne, un mondo lirico e giocoso nella preziosità cromatica di superficie, malinconico e drammatico nella preoccupazione profonda per l’uomo, per la sua libertà e la dignità del suo lavoro.
Il personaggio di Pinocchio, l’immortale burattino di Collodi, è stato ultimamente per Taccini il compagno di viaggio più affidabile, sperimentale e metamorfico per antonomasia, e infine vittorioso sulla sua stessa morte come solo sa esserlo la fantasia creatrice. Pinocchio-Arlecchino, Pinocchio-Geppetto, Pinocchio-Pulcinella: maschere come figure della solidarietà in cui poter rispecchiare il proprio cammino d’artista, il senso di una fraterna, religiosa condivisione della sorte comune che la squillante utopia del colore riaccende.

Nicoletta Mainardi





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           Biografia

        Eugenio Taccini  

    

        Maestro Pittore Ceramista